Dalla 1999 alla guida della Diocesi di Goré, il presule italiano ma in Africa da 44 anni, è in questi giorni in Camerun per gli eventi di Leone XIV: “La venuta di un Papa è una spinta a rinforzare la fede, il rispetto per l’uomo e la natura. La Chiesa africana a volte si sente un po’ scartata, ora è autonoma e ha inculturato il Vangelo senza copiare ciò che si faceva altrove”. Il vescovo racconta le sfide del suo Paese: dai giovani alla lotte tra pastori musulmani e contadini cristiani
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Dalla 1999 alla guida della Diocesi di Goré, il presule italiano ma in Africa da 44 anni, è in questi giorni in Camerun per gli eventi di Leone XIV: “La venuta di un Papa è una spinta a rinforzare la fede, il rispetto per l’uomo e la natura. La Chiesa africana a volte si sente un po’ scartata, ora è autonoma e ha inculturato il Vangelo senza copiare ciò che si faceva altrove”. Il vescovo racconta le sfide del suo Paese: dai giovani alla lotte tra pastori musulmani e contadini cristiani
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