L'enciclica Magnifica humanitas non è soltanto una riflessione sulla tecnologia, ma una grande interrogazione sulla persona umana. Il filosofo ed editore Andrea Colamedici legge il documento di Leone XIV come un invito a custodire il limite, a "disarmare" la competizione tecnologica e a difendere la capacità di relazione. Il rischio più profondo, avverte, non è che le macchine imitino le persone, ma che noi "perdiamo il desiderio stesso di cercare davvero l'altro"
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L'enciclica Magnifica humanitas non è soltanto una riflessione sulla tecnologia, ma una grande interrogazione sulla persona umana. Il filosofo ed editore Andrea Colamedici legge il documento di Leone XIV come un invito a custodire il limite, a "disarmare" la competizione tecnologica e a difendere la capacità di relazione. Il rischio più profondo, avverte, non è che le macchine imitino le persone, ma che noi "perdiamo il desiderio stesso di cercare davvero l'altro"
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