Rosita (nome di fantasia) racconta una vita sbandata fatta di spaccio, tossicodipendenza, notti in strada. L'arresto, gli anni in carcere, per un periodo al Brians. Il cuore si ammala e alla fine ottiene di poter scontare la pena in un alloggio della Caritas, al Raval. "Qui ho trovato una famiglia, ho imparato a volermi bene". Ora è in attesa di trapianto, e qualche volta prega: "Mi sento più leggera. Vorrei che Leone visitasse un carcere in Italia" (Antonella Palermo, inviata a Barcellona)
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Rosita (nome di fantasia) racconta una vita sbandata fatta di spaccio, tossicodipendenza, notti in strada. L'arresto, gli anni in carcere, per un periodo al Brians. Il cuore si ammala e alla fine ottiene di poter scontare la pena in un alloggio della Caritas, al Raval. "Qui ho trovato una famiglia, ho imparato a volermi bene". Ora è in attesa di trapianto, e qualche volta prega: "Mi sento più leggera. Vorrei che Leone visitasse un carcere in Italia" (Antonella Palermo, inviata a Barcellona)
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