All’Angelus, il primo del 2026, il Papa esorta ad assumere lo stesso stile di Dio, richiamato dal Giubileo: convertire il cuore, perdonare i torti e trasformare il dolore in consolazione. Nella Giornata mondiale dedicata alla pace nel mondo, rinnova l'appello perché ci sia pace "anzitutto tra le Nazioni insanguinate da conflitti e miseria, ma anche nelle nostre case, nelle famiglie ferite dalla violenza e dal dolore". Elogia le iniziative organizzate per la pace, ricambia gli auguri a Mattarella
Leggi Tutto
All’Angelus, il primo del 2026, il Papa esorta ad assumere lo stesso stile di Dio, richiamato dal Giubileo: convertire il cuore, perdonare i torti e trasformare il dolore in consolazione. Nella Giornata mondiale dedicata alla pace nel mondo, rinnova l'appello perché ci sia pace "anzitutto tra le Nazioni insanguinate da conflitti e miseria, ma anche nelle nostre case, nelle famiglie ferite dalla violenza e dal dolore". Elogia le iniziative organizzate per la pace, ricambia gli auguri a Mattarella
Leggi Tutto