Il direttore artistico del festival Carlo Fabiano presenta un evento che, dal 29 maggio al 2 giugno, rimette in discussione i riti della musica classica, restituendo alla musica da camera spazi raccolti e ascolti ravvicinati. Parla dell’’idea del festival, del rapporto con Mantova, del dialogo tra artisti e pubblico e la necessità di aprire nuove strade alla creatività contemporanea
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Il direttore artistico del festival Carlo Fabiano presenta un evento che, dal 29 maggio al 2 giugno, rimette in discussione i riti della musica classica, restituendo alla musica da camera spazi raccolti e ascolti ravvicinati. Parla dell’’idea del festival, del rapporto con Mantova, del dialogo tra artisti e pubblico e la necessità di aprire nuove strade alla creatività contemporanea
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